Chirurgia dei glutei
Aumento volumetrico autologo, con protesi e l'utilizzo del filo permanente Elasticum
La chirurgia dei glutei occupa attualmente un ruolo marginale tra gli interventi di chirurgia estetica ma il trend è in forte crescita in tutti i paesi del mondo.
Ciò è dovuto sia alla crescente richiesta da parte delle pazienti sia all’affinamento delle tecniche e dei materiali che alla comparsa ed evoluzione del lipofilling gluteo.
Schematicamente possiamo suddivere questi interventi in tre tipi:
2) Aumento volumetrico con protesi: i glutei possono essere trattati come le mammelle ed essere aumentati di volume con protesi simili. Esistono protesi tonde ed anatomiche come nella chirurgia mammaria e ciò permette un alto tasso di personalizzazione dell’intervento. Un tempo molto temuto (sia dalle pazienti che da molti chirurghi!) sta rivivendo una seconda giovinezza grazie ad un deciso miglioramento delle tecniche di impianto e dei materiali protesici. La tecnica consiste nell’inserimento di una protesi glutea all’interno di una tasca ricavata nella contesto del muscolo grande gluteo (posizionamento intramuscolare) o subito sotto di esso (posizionamento retro muscolare). L’intervento si esegue in anestesia generale, dura circa 2 ore. Contrariamente a ciò che si pensa, la degenza è rapida (circa una settimana) e non si hanno limitazioni nei movimenti né nel potersi sedere (possibile già dal giorno successivo).
Il posizionamento retro-muscolare è definito come tecnica SMS (submuscolar safe), perfezionata recentemente dal chirurgo francese F.Petit (qui sopra nella foto col sottoscritto), consiste nell’inserimento in un piano profondo di una protesi glutea rotonda. L’intervento garantisce risultati stabili, dolore postoperatorio moderato ed una rapida ripresa del paziente. I vantaggi sono che si può effettuare in pazienti anche molto magre ed il risultato è stabile e duraturo e non risente delle modifiche ponderali. Lo svantaggio consiste nel non poter fare più in questa sede delle iniezioni intramuscolari (per il rischio di bucare l’impianto) rendendo indispensabile l’utilizzo di un’area alternativa.